Rc auto, quanto costa e perché

 

Rc AutoCome viene determinato il premio assicurativo? E’ la domanda che tutti ci rivolgiamo dopo aver sbarrato gli occhi di fronte a certi preventivi. Per capire i meccanismi con cui le assicurazioni ci presentano la “parcella” occorre ritornare al concetto di assicurazione, così come lo abbiamo illustrato in premessa: l’assicurazione, in termini generali, è una sorta di “scommessa” tra la compagnia e l’assicurato sulle probabilità che si verifichi o non si verifichi un dato evento. E così, come il bookmaker determina le quote delle scommesse che propone agli scommettitori, allo stesso modo la compagnia assicurativa per stabilire il “prezzo della polizza” utilizza dei parametri, ciascuno dei quali ha il proprio fattore di incidenza sul premio.
Il “principe” dei parametri, come si è visto nella parte generale dell’assicurazione auto, è l’attestato di rischio, una sorta di “fedina penale” del conducente, su cui è indicato il numero di incidenti “con torto” degli ultimi cinque anni. Esso, per legge, deve essere consegnato dalla compagnia assicurativa all’assicurato prima del termine dell’anno assicurativo, in modo che il cliente possa “sondare” il mercato per ottenere preventivi più vantaggiosi. Senza l’attestato di rischio non si può stipulare una polizza, a meno di non partire dall’ultima classe di merito, scelta che sarebbe economicamente “suicida” in ogni caso. Tra gli altri parametri per determinare il premio i più incidenti sono certamente l’età del conducente e il Comune di residenza. Quanto al primo parametro, in generale vale la regola che il conducente più giovane è considerato meno “affidabile” poiché meno esperto e più imprudente. L’area geografica, invece, è presa in esame quale pura statistica del verificarsi di un evento (incidente, furto, eccettera). Per fare dei casi concreti, costerà molto di più assicurare un’auto se si vive a Napoli che non a Padova, poiché nella prima città (anche se il detto “vedi Napoli e poi muori” non è nato per fini assicurativi) vi sono volumi di traffico molto più significativi della seconda e poiché le statistiche dicono che gli automobilisti sono decisamente più indisciplinati rispetto ad altre località. Per la stessa ragione, cioè i volumi di traffico, costerà di più assicurare un veicolo a Torino rispetto a Chivasso, distante pochissimi chilometri dal capoluogo piemontese.
Altri parametri per la determinazione del premio assicurativo, tuttavia con un minor coefficiente di incidenza, sono per esempio la professione svolta dall’assicurato, la previsione approssimativa dei chilomerti percorsi in un anno, lo scopo (lavoro, tempo libero) con cui viene generalmente utilizzato il veicolo. Naturalmente il fatto che l’incidenza sia minore è anche legato alla possibilità da parte dell’assicurato di mentire su dati che sono aleatori o comunque presuntivi…
Ultimamente, alcune compagnie assicurative, specie quelle on line, per rilasciare i propri preventivi chiedono (forse in modo improprio) se negli ultimi anni ci si sia avvalsi del decreto Bersani (tema che approfondiremo presto).
Naturalmente tutti questi fattori concorrono a determinare la maggior parte del premio assicurativo, completato dai “servizi” forniti della compagnia, come le garanzie accessorie, i massimali e le franchigie, aspetti che – come si vedrà nelle sezioni dedicate in questo sito – sono tutt’altro che marginali per la scelta della polizza più conveniente.

 

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