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Guida pratica per assicurare un’auto d’epoca

Il tempo può acquistare valore

Auto d'epocaCome promesso, torniamo a parlare di auto d’epoca e di polizze ad esse dedicate. Ringraziando per il suo contributo Myriam Vegliante, caporedattore del prestigioso comparatore Assicurazioneauto.it. Ecco una guida pratica realizzata con tutti i consigli per chi possiede gioielli vintage da valorizzare.
Il tempo acquista valore con le auto d’epoca che regalano ai loro proprietari non solo emozioni al volante ma anche un ‘salvadanaio assicurativo’. Infatti, di tutti i veicoli sono le più economiche da assicurare, soprattutto se ci si iscrive ai club dedicati.
Per veicoli che superano i 25 anni, infatti, al costo del premio assicurativo viene applicato uno sconto del 15-20% per cui la polizza oscilla tra un minimo di 153 euro e un massimo di 188 euro all’anno per chi è tesserato, ad esempio presso l’Automotoclub Storico Italiano o la Federazione Italiana Veicoli Storici.
Suggeriamo, inoltre, di fare attenzione alle soluzioni offerte dalle Compagnie senza farsi sfuggire ulteriori opportunità di risparmio: esistono sconti per chi assicura più veicoli d’interesse storico, nel caso in cui siano dieci, infatti, il premio aumenta di soli 70 euro, con uno sconto del 50%.
E’ vero che la maggior parte delle Compagnie concede agevolazioni ai proprietari di auto vintage, ma occorre fare attenzione perchè non seguono gli stessi criteri nel fissare i prezzi: esistono offerte che diversificano il costo dell’assicurazione auto sulla base della provincia di residenza, e quindi, accade che chi possiede la stessa auto, ad esempio una Fiat Uno del 1982, paga 180 euro all’anno a Bolzano e addirittura più di 600 a Napoli; accanto a questi, ci sono altri assicuratori che seguono una logica diversa basata sulla cilindrata del veicolo: prevede solo due fasce di prezzo che corrispondono a 130 euro per auto che non superano i 20 cavalli fiscali (2080 cc) e 170 euro per quelle che oltrepassano questo limite.
I vantaggi per i possessori di gioiellini a quattro ruote non si limitano all’assicurazione, infatti, sono concesse agevolazioni su alcune spese di gestione: il bollo auto si riduce a semplice tassa di circolazione da 25-30 euro l’anno, a differenza delle altre auto per cui è prevista una più costosa tassa di possesso.
Per fare scelte più consapevoli e non tralasciare nessun dettaglio, ecco un semplice vademecum che suggerisce tutto ciò di cui bisogna tener conto per eleggere la Compagnia che corrisponde meglio alle proprie esigenze di guida:

  • garanzie previste nel contratto, verificare quali tipi di copertura sono indicati per le auto storiche, si parte da offerte di base che si limitano alla Responsabilità Civile per arrivare a soluzioni di copertura completa che prevedono anche garanzie opzionali (furto e incendio ecc.);
  • occasioni d’uso, stabilire prima di confrontare le diverse offerte se ci serve un’assicurazione auto che tuteli il veicolo solo per rare occasioni d’uso o per spostamenti più frequenti (come la partecipazione a manifestazioni sportive, fiere ecc.) in modo tale da assicurarsi che la polizza copra le nostre reali esigenze;
  • servizi extra, regola sempre valida, informarsi sui servizi offerti dalle Compagnie per i possessori di auto storiche e scegliere quella che offre una cura del cliente più completa;
  • numero dei conducenti abilitati, quest’informazione è fondamentale nella fase di selezione della Compagnia perchè le politiche adottate sono diverse, che c’è chi esclude gli automobilisti inesperti, chi limita il numero dei conducenti abilitati a pochi indicati nel contratto e chi, invece, consente la guida libera;
  • clausole di esclusione, spendere qualche minuto nel leggere attentamente le clausole che sollevano la Compagnia dall’obbligo di risarcire i danni, importante per non trovarsi spiazzati in caso di sinistro.

Con il promemoria alla mano, non resta che mettere in moto il nostro gioiellino e concederci un tuffo nel passato.

Premi assicurativi, all’Italia il “triste” record

Polizze vertiginose, la denuncia dell’Antitrust
ecco perché nel Belpaese si paga di più

RcaEuroEcco la ragione per cui i prezzi delle assicurazioni Rca in Italia sono più elevati rispetto alle altre nazioni europee.
Come purtroppo ben sanno gli automobilisti del Belpaese, il prezzo delle assicurazioni Rca – obbligatorie per circolare con un veicolo a motore sulle strade pubbliche – ha raggiunto livelli decisamente elevati.
Il costo del premio assicurativo da pagare annualmente per rinnovare la polizza Rca di un veicolo influisce non poco sulle spese complessive per il suo mantenimento, obbligando talvolta alcuni automobilisti a scegliere di lasciare in garage la propria auto per qualche settimana a causa delle oggettive difficoltà economiche del momento.
Spesso, molti si domandano come sia la situazione all’estero per quel che riguarda i prezzi delle polizze assicurative. Negli altri paesi dell’Unione Europea, i prezzi sono comparabili con quelli italiani o sono inferiori?
Secondo quanto afferma una ricerca commissionata dall’Antitrust sì, l’Italia detiene il poco invidiabile record per quel che riguarda il costo medio dei premi assicurativi automobilistici.
L’Antitrust ha denunciato pubblicamente la vicenda, presentando un’esposto alle autorità competenti affinché indaghino in materia e verifichino la presenza di eventuali abusi da parte delle compagnie assicurative.
La ricerca ha dimostrato che, in un campione di cinque paesi europei come Francia, Germania, Paesi Bassi, Portogallo e Italia, il Belpaese ha il record assoluto dei premi assicurativi.
I premi italiani risultano essere doppi rispetto a quelli pagati in Portogallo e Francia, superiori dell’80 % rispetto a quelli tedeschi e di circa il 70 % rispetto a quelli olandesi.
Le ragioni di questo record sono da ricercare soprattutto nella maggiore frequenza di sinistri per numero di vetture assicurate e per il costo medio dei risarcimenti che le compagnie devono erogare per ogni incidente.
In Italia, la frequenza di sinistri risulterebbe essere il doppio di quella di Paesi Bassi e Francia; superiore del 30 % rispetto alla Germania e del 20 % rispetto al Portogallo.
Il costo medio del risarcimento che le compagnie assicuratrici rimborsano per ogni sinistro è invece doppio rispetto al Portogallo, superiore al 20 % rispetto alla Germania e al 13 % rispetto alla Francia.
I Paesi Bassi sono l’unico dei paesi citati in cui il costo medio per sinistro è comparabile con l’Italia.
La ragione del grande ammontare economico di ogni risarcimento che le compagnie assicurative erogano ai sinistrati è rintracciabile, in primo luogo, nella particolare normativa legislativa italiana, che favorisce la possibilità di richiedere somme considerevoli per danni fisici semi-permanenti di difficile diagnosi medica (per esempio i colpi di frusta).
Normalmente infatti, un gran numero di automobilisti allega danni fisici di lieve entità per ottenere sostanziosi risarcimenti da parte della polizza della controparte.
Questa pratica, unita con la relativamente elevata frequenza degli incidenti automobilistici sulle strade della Penisola, fa sì che i prezzi delle polizze Rca del Belpaese siano estremamente elevate.
Un ruolo secondario ma comunque non trascurabile viene svolto dalla pressione fiscale, più elevata in Italia rispetto agli altri paesi presi in esame, che non risparmia nemmeno i premi delle polizze Rca. Per questo, i premi delle polizze italiane sono superiori rispetto al resto d’Europa.
Secondo quanto raccolto dalla ricerca commissionata dall’Antitrust, è invece da sfatare il ‘mito’ per cui il gran costo delle polizze italiane è da addebitare alle truffe, con la simulazione di falsi incidenti per frodare le assicurazioni.
In Italia infatti, sarebbero simulati con intenti fraudolenti solamente il 2,5 % degli incidenti. In altri paesi europei, il numero dei tentativi di frode è decisamente superiore: in Francia un incidente su venti è simulato (5 %); in Gran Bretagna si raggiunge la quota limite di uno su dieci (10 %).
Pertanto, affermare che i premi delle polizze italiane sono costosi a causa delle frodi è un errore, almeno se si confrontano i dati relativi ad altri paesi europei.
L’Antitrust ha chiesto ufficialmente alle autorità competenti di intervenire per favorire l’abbassamento dei premi delle polizze.

Sospensione temporanea della polizza

Una soluzione utile per chi usa mezzi diversi

Autobus_urbano_SAP_a_GuidoniaL’auto è un veicolo che non tutti gli italiani utilizzano con la stessa frequenza. Molti automobilisti, per esempio, durante i mesi estivi scelgono mezzi alternativi (moto, bicicletta); altri invece utilizzano la propria auto prevalentemente durante l’estate, preferendo i mezzi pubblici durante l’inverno.
La legge italiana consente di richiedere la sospensione della propria polizza assicurativa per un periodo variabile dai tre ai dodici mesi. Durante questo periodo di tempo, la polizza viene sospesa e il premio rimane ‘congelato’.
Per sospendere la propria polizza RCA è sufficiente rivolgersi alla propria compagnia assicurativa, inviando un fax o una raccomandata con ricevuta di ritorno, allegando un modulo in cui si dichiara di essere consapevoli del fatto di non poter circolare senza assicurazione.
La compagnia assicuratrice provvede quindi a convocare il cliente affinché questo consegni il tagliando giallo da esporre sul cruscotto e la Carta Verde per circolare in Europa.
Una volta consegnata la documentazione, la polizza è sospesa; potrà essere ‘scongelata’ solamente dietro esplicita richiesta del cliente.
Il periodo minimo di sospensione della polizza è di tre mesi; quello massimo di dodici.
Nel caso il veicolo venga sorpreso dalle forze dell’ordine mentre circola con l’assicurazione sospesa, il conducente viene sottoposto a una sanzione amministrativa di 714 euro, in quanto a livello legale l’auto viene considerata sprovvista di polizza. La sospensione della polizza non si può effettuare su auto di cui si sta pagando un finanziamento o che siano in leasing. Sospendendo la polizza assicurativa si può pertanto risparmiare sul premio di assicurazione, evitando di pagare il premio quando il veicolo non è effettivamente utilizzato su strade pubbliche.
È bene tener presente che nel caso l’auto venga venduta a terze persone, radiata dal PRA (Pubblico Registro Automobilistico) per essere rottamata o esportata all’estero per venire re-immatricolata, si può richiedere alla propria compagnia assicuratrice il trasferimento della polizza su di un’altra vettura o il rimborso della percentuale del premio non effettivamente ‘goduto’.
L’assicurazione può venire disdetta anche in caso di furto del veicolo: verranno rimborsati i giorni di polizza rimanenti dal momento della presentazione della richiesta alla compagnia. Per richiedere questo rimborso, è sufficiente presentare la documentazione che certifichi il passaggio di proprietà dell’auto o la radiazione dal PRA del veicolo in questione, con una raccomandata con ricevuta di ritorno.

La rivalsa, quando l’assicurazione auto non è valida

Ecco quando la compagnia non risponde
dei danni causati dal conducente

Le compagnie assicurative preferiscono tutelarsi contro eventuali situazioni in cui la colpa del sinistro è da imputare all’assicurato.
Fermo restando che chi ha subito il sinistro verrà sempre pagato dalla compagnia assicurativa della controparte, in certe circostanze il colpevole dell’incidente potrà vedersi presentata una richiesta di rivalsa da parte della propria assicurazione di riferimento.
Pertanto, in alcuni casi particolari la compagnia assicurativa farà rivalsa nei confronti di chi ha causato il sinistro, chiedendogli il rimborso di quanto pagato per risarcire i danni da lui causati.
In primo luogo, la copertura assicurativa non è vigente quando chi conduce il veicolo ha la patente di guida scaduta o non la ha mai conseguita. In questa eventualità, la compagnia assicurativa suppone l’incapacità del soggetto di guidare e pertanto non garantisce nessun tipo di risarcimento.
Normalmente, nel caso di un incidente causato da un conducente in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, la compagnia di assicurazioni non risponde dei danni. Pertanto, in questa eventualità la colpa cade completamente sul conducente, che si trovava in condizioni non idonee alla guida su strada pubblica.
Un altro caso in cui le compagnie assicurative spesso si rifiutano di rispondere dei danni causati da un loro cliente riguarda l’eventualità in cui questi circoli su di un veicolo con la revisione ministeriale scaduta.
In questo caso infatti, l’incidente potrebbe essere stato causato dalla negligenza dell’automobilista, sorpreso alla guida di un mezzo legalmente non idoneo alla circolazione su strade pubbliche.
Un quarto caso in cui la responsabilità economica ricade completamente sull’assicurato riguarda le competizioni: le polizze non sono ritenute vigenti nel caso di gare autorizzate (per cui servono assicurazioni specifiche) e ancor meno, ovviamente, per gare clandestine.
La copertura assicurativa non viene garantita nemmeno per i veicoli con targa in prova o per le auto a noleggio in cui non vengano rispettate le norme specifiche stabilite per queste particolari categorie di automezzi.
L’assicurazione decade anche quando il veicolo sia utilizzato per trasportare un numero di persone superiore a quello per cui è omologato o se viene utilizzato per compiere azioni delittuose o reati.
Escludendo l’eventualità di usi illeciti del veicolo, molte compagnie assicurative presentano particolari clausole opzionali in cui decidono di rinunciare al diritto di rivalsa contro il loro assicurato in cambio del pagamento di un premio assicurativo più elevato.
L’assicurazione RCA, come ribadito da una recente circolare del Ministero dei Trasporti, rimane invece in vigore per un periodo di quindici giorni dalla data della sua scadenza. Pertanto l’assicurato rimane tutelato da eventuali rivalse a causa di un sinistro causato anche per alcuni giorni dopo la data della scadenza della sua polizza.

Conservare la classe di merito dopo un sinistro

Rca, ecco come evitare la “retrocessione”

Come spiegato, il sistema bonus-malus prevede la ‘retrocessione’ di due classi di merito dell’automobilista che si rende colpevole di un sinistro.
Il meccanismo non fa distinzione in base alla gravità dell’incidente: pertanto a volte è sufficiente un danno di poche decine di euro per perderne diverse centinaia a causa della penalizzazione e del passaggio di classe.
La maggior parte delle compagnie assicurative consente ai propri clienti di mantenere la loro classe di merito nel caso si impegnino a risarcire completamente il danno causato.
Per poter effettuare questa operazione di risarcimento è necessario che questa particolare opzione sia contemplata dal contratto.
Una volta appurato che è possibile effettuare l’operazione per mantenere la propria classe di merito, è indispensabile comunicarlo il più celermente possibile alla compagnia, richiedendo l’importo esatto da dover indennizzare.
Una volta ricevuta la risposta della compagnia e le coordinate bancarie per effettuare il versamento, è sufficiente pagare tramite un bonifico.
Una volta effettuato il pagamento, è sufficiente consegnare alla propria compagnia l’attestazione del versamento: si potrà mantenere la propria classe di merito e quindi evitare aumenti del premio assicurativo da pagare.

Assicurazioni professionali, chi è obbligato e chi no

Obblighi, coperture e i vari tipi di “colpe”
è possibile anche la polizza collettiva

I professionisti che possono (o in base alla legge devono) stipulare una polizza assicurativa professionale sono diversi.
Infatti alcune categorie sono obbligate dalla legge a stipulare una polizza assiurativa per “i rischi connessi alla responsabilità civile”. Chi decide di non farlo potrebbe essere sanzionato dall’ordine di appartenenza e cosa ancora più grave, in caso di danno dovrà provvedere personalmente con le proprie risorse al risarcimento richiesto dal cliente.

Soggetti obbligati
Sono obbligati a stipulare un’assicurazione solo i professionisti di fatto, ovvero coloro che esercitano la professione e hanno dei clienti. Essere professionisti non significa semplicemente essere iscritti all’albo, ma avere una partita iva aperta e l’iscrizione all’istituto previdenziale di appartenenza.

L’assicurazione è una garanzia
Ma l’assicurazione professionale non è solo una questione di obbligo legale, è molto di più. E’ una garanzia sia per l’assicurato che per i suoi clienti e una protezione contro gli errori professionali.
Il professionista lavora con serenità sapendo che un evetnuale errore non gli costa il suo patrimonio, e il cliente si affida al professionista con la sicurezza che qualunque danno potrà essere risarcito immediatamente e senza difficoltà.
D’altronde l’esercizio dell’attività professionale è sempre rischiosa, per cui è giusto e sicuro assicurarla. Dal professionista ci si aspetta una competenza sopra la media e la capacità di porre rimedio ad ogni errore. L’assicurazione fa parte della garanzia della professionalità di un individuo, che riconosce il rischio dell’esercizio della sua professione.

L’entità del danno e della colpa di un professionista
Un professionista può commettere diversi tipi di errore:

  • “negligenza”, quando svolge la sua attività con superficialità, disattenzione o senza rispettare le regole.
  • “imperizia”, quando non possiede le capacità tecniche specifiche per svolgere una determinata attività complessa.
  • “imprudenza”, quando svolge la sua attività senza essere prudente, frettolosamente e d’impulso.

In base all’errore anche i livelli di colpa possono essere diversi. Si parla di “colpa lieve” quando il professionista non è diligente nello svolgere la sua attività, e di “colpa grave” quando non rispetta nemmeno le regole basilari richieste dallo svolgimento della sua attività professionale. Non tutte le assicurazioni coprono i danni derivanti da colpa grave, per cui bisogna fare attenzione al momento della stipula. I danni derivanti da colpa grave infatti, sono i più rischiosi e anche i più costosi.

Professioni più o meno rischiose
Naturalmente non tutte le professioni presentano lo stesso grado di rischio, motivo per cui non tutte le polizze professionali sono uguali. I premi assicurativi delle polizze variano in base all’attività professionale svolta, per cui si possono avere premi di entità anche molto differente tra di loro. Tra le professioni considerate più a rischio c’è quella svolta da alcuni medici specialisti.

Risparmiare sulle polizze
Per risparmiare sulle assicurazioni professionali, molti professionisti decidono di rivolgersi alle polizze collettive. Si tratta di accordi particolari che un’assicurazione prende con l’ordine professionale, oppure con un sindacato o un’associazione, in base ai quali si garantisce per un minimo di aderenti uno sconto sul premio senza modificare le condizioni originarie del contratto. Ad ogni modo è bene valutare attentamente l’accordo prima di accettare di aderire ad una polizza collettiva. Non sempre nel risparmio apparente c’è la convenienza.

Assicurazioni, c’erano già nel XIV secolo

Polizze? La storia è molto risalente

La storia delle assicurazioni, contrariamente a quanto si possa pensare, è un affare tutt’altro che moderno. Anzi. Non parliamo affatto di risvolti recenti, bensì di una storia secolare che risale al XIV secolo.
E’ allora che viene creato all’interno di alcune associazioni un fondo comune a copertura di un eventuale danno che avrebbe potuto colpire uno degli associati.
Infatti, l’assicurazione per professionisti non è altro che la garanzia da parte di un’associazione (assicurazione) della copertura di un danno ricevuto da qualcuno (il cliente) nel corso dell’esercizio dell’attività professionale (del professionista assicurato).
Le prime assicurazioni a nascere sono quelle marittime.
Nel XVII secolo si costituirono della assicurazioni per tutelare le merci che viaggiavano sulle navi, contro gli incendi o qualsiasi altra catastrofe.
La merce veniva venduta dal proprietario stesso prima che fosse imbarcata sulla nave, con la promessa di riacquistarla all’arrivo ad un prezzo maggiorato. La differenza tra il prezzo di vendita e il prezzo di acquisto all’approdo della nave costituiva il premio assicurativo. Naturalmente, se la merce veniva persa o danneggiata durante il viaggio, ad assumersene i costi era il compratore, che in quel momento svolgeva il ruolo della compagnia di assicurazione.
In questo momento però non esisteva nessun limite ai costi e nessuna tutela nel caso in cui uno dei due contraenti non volesse rispettare l’accordo.
Il primo vero e proprio contratto assicurativo risale al 1300. E’ il “Doge di Genova” a obbligare le parti a firmare un contratto davanti al notaio in cui venivano definiti gli importi e gli accordi presi. In questo modo entrambe le parti venivano in qualche modo tutelate.
Al 1424 risale la nascita della prima società assicurativa marittima, avvenuta a Genova (Italia) che si occupa delle trattative delle garanzie sui trasporti.
In seguito si inizia a differenziare la tariffa in base al concetto di rischio, per cui in base alla natura della merce, vengono applicate tariffe assicurative diverse.
Da lì in poi le assicurazioni ebbero il loro sviluppo in ogni parte del mondo.

Assicurazione professionale giornalisti

L’Ordine nazionale ha una convenzione con Aon

GiornalistaL’assicurazione professionale è una scelta che in molti casi è obbligata dalla legge, ma non per quanto riguarda la categoria dei giornalisti.
Il 13 agosto 2013 è scattato l’obbligo dell’assicurazione professionale per molte categorie di professionisti, ma per i giornalisti la legge ha stabilito che resta una questione facoltativa. Per cui ognuno decide personalmente se assicurare o meno la propria attività lavorativa.
Nonostante l’assenza di obbligo legale però, “l’Ordine nazionale dei Giornalisti” ha pensato bene di trovare una “convenzione assicurativa” vantaggiosa per tutti i suoi iscritti, convenzione stipulata con Aon.
Ovviamente resta a discrezione del professionista decidere se aderire alla convenzione stipulata con Aon, oppure sottoscrivere una polizza diversa con un’altra compagnia assicurativa.

Cosa copre l’assicurazione professionale per giornalisti
L’assicurazione per giornalisti serva a tutelare gli eventuali danni causati in maniera involontaria a terzi, durante lo “svolgimento della propria attività professionale”.
In realtà, scegliere di assicurarsi significa garantirsi una tutela nel caso in cui involontariamente si arrechi un danno a qualcuno. Con la sicurezza di essere coperto dall’assicurazione, il giornalista può lavorare in tutta serenità senza temere di dover rispondere con il patrimonio personale in caso di errore nell’esercizio della sua attività.

Chi può sottoscriverla
Il termine generale giornalista include diverse categorie di persone che lavorano in questo settore. Possono decidere di assicurarsi:

  • giornalisti,
  • free lance,
  • pubblicisti ,
  • addetti all’Ufficio Stampa,
  • blogger,
  • cronisti radiofonici,
  • cronisti televisivi,
  • inviati all’estero (per questa categoria che è altamente a rischio è possibile anche sottoscrivere una polizza che tuteli contro “gli infortuni” e gli incidenti di vario genere).

Validità della polizza
Secondo gli accordi è possibile fare in modo che la copertura dell’assicurazione sia valida anche con effetto retroattivo, ovvero per azioni passate le cui conseguenze sono emerse successivamente alla sottoscrizione della polizza. Inoltre è possibile anche mantenere valida la copertura assicurativa nel caso il giornalista vada in pensione o cessi l’attività di giornalismo in “corso di assicurazione”. Tale copertura può essere valida anche fino a dieci anni e copre non solo l’assicurato ma anche i suoi eredi.

Quanto costa un’assicurazione professionale
Il costo del premio annuo dipende da diversi fattori, primo fra tutti il massimale scelto (somma massima che l’assicurazione verserà in caso di richiesta di risarcimento). Il massimale viene scelto in base al suo reddito e al tipo di attività svolta (alcune categorie di giornalisti svolgono attività maggiormente a rischio, per cui è consigliabile scegliere massimali più alti). Un massimale più alto comporta anche il pagamento di un premio più alto.
Incide sul premio anche l’eventuale scelta di alcune garanzie accessorie, come quelle contro gli infortuni o gli incidenti.
La convenzione stipulata dall’Ordine dei giornalisti con Aon permette di mantenere in media un costo del premio annuo al di sotto dei 200 euro. Inoltre, i giornalisti iscritti all’Ordine da poco beneficiano di uno sconto speciale.

Assicurazione professionale medici

Non solo lesioni, morte e danni, i dottori
previdenti assicurano anche mani e vista

Medico11Il medico è uno di quei professionisti che ogni giorno, mentre esercita la sua attvità professionale, corre il rischio di arrecare involontariamente un danno ad altri. Nel suo campo anche una piccolissima distrazione può essere fatale.
Esattamente come altre categorie di professionisti che si assumono rischi, è importante per un medico stipulare un’assicurazione che lo tuteli.
La polizza assicurativa professionale per medici ha una duplice funzione:

  • tutelare l’assicurato (il medico) dal dover affrontare con le proprie risorse personali una eventuale richiesta di risarcimento danni,
  • tutelare il paziente nel caso in cui subisca un danno causato dall’assicurato.

Chi può stipulare la polizza assicurativa
La polizza assicurativa può essere stipulata sia da chi esercita la professione in qualità di libero professionista, sia da chi la esercita all’interno di una qualunque “struttura ospedaliera” privata o pubblica.
Gli errori compiuti da medici che lavorano presso una struttura in genere vengono attribuiti in parte anche alla struttura, che deve possedere la propria copertura assicurativa. In questo casi la polizza personale del medico interviene se il massimale della copertura assicurativa della struttura non è sufficiente a coprire la richiestadi risarcimento danni. Se la struttura invece non è coperta da una polizza assicurativa, l’assicurazione personale del medico lo tutela, nei limiti previsti dal massinale, contro qualsiasi danno possa aver arrecato.

Cosa copre la polizza assicurativa medica
La polizza assicurativa per medici copre tutti i danni derivanti dall’esercizio dell’attività professionale in cui il medico è ritenuto civilmente responsabile dalla legge.
Si tratta di sanni cagionati in modo involontario e che riguardano:

  • morte di un paziente
  • lesioni personali di un paziente
  • danni a cose derivanti dall’esercizio “dell’attività assicurata” o di altre attività che vi sono “complementari” o connesse.

Naturalmente perchè la polizza sia valida è fondamentale che il medico possieda regolare abilitazione, sia iscritto all’Albo professionale e non sia stato sospeso per un qualunque motivo.

Come scegliere gli estremi della polizza
Scegliere gli estremi della polizza, come il massimale e le eventuali garanzie accessorie, dipende in gran parte dalla specializzazione del medico.
Infatti in base alla prorpia specializzazione, un medico può trovarsi ad esercitare un’attività che comporta più o meno rischi. Per esempio, un medico di medicina generale corre meno rischi rispetto ad un medico di chirurgia estetica che effettua operazioni molto delicate.
Nel caso del secondo medico, è opportuno scegliere un massimale di copertura maggiore e integrare la polizza anche con garanzie accessorie opzionali. Tutto questo naturalmente comporterà anche un aumento del premio annuale.
Tra le garanzie accessorie scelte più di frequente vi è quella a copertura delle spese legali, dato che spesso le questioni in merito ai risarcimenti finiscono in tribunale.
Un’altra garanzia accessoria molto gettonata dai medici è “quella relativa alle mani ed alla vista”, che tutela queste parti del corpo da danni permanenti che impedirebbero al medico di continuare a svolgere la propria professione in modo totale o anche parziale.

Assicurazione professionale geometri

La polizza è ora obbligatoria per Legge

GeometraI geometri fanno parte della categoria di professionisti per cui l’assicurazione è diventata obbligatoria per legge. Lo scopo dell’assicurazione è di coprire i danni che derivano dall’esercizio dell’attività professionale arrecati al cliente. In questo modo si riesce a tutelare sia il cliente dal danno che potrebbe derivargli, sia il professionista dall’eventuale richiesta di risarcimento che il cliente potrebbe avanzare.
Tutti i geometri, sia che operino come liberi professionisti o in associazione in studi o società, sono tenuti a verificare regolarmente la copertura della loro polizza assicurativa e a fornirne gli estremi al cliente ogni volta che questo è necessario. Il cliente è tenuto a conoscere il nome della compagnia di assicurazioni con cui è stata stipulata la polizza, la data di stipula e quella di scadenza della stessa e i massimali previsti dal contratto assicurativo.
Ogni professionista è libero di scegliere a quale compagnia assicurativa rivolgersi per la stipula della propria polizza, ma chi desiderasse ottenere dei prezzi più convenienti può rivolgersi alla compagnia con cui “l’albo professionale dei geometri” ha stretto una convenzione.

Cosa copre l’assicurazione professionale per geometri
In genere tutte le polizze assicurative professionali per geometri vengono stipulate in moda tale che tutelino l’assicurato e i suoi clienti da qualsiasi rischio. Per qualsiasi rischio si intende l’insieme delle attività svolte dal geometra nell’ambito dell’esercizio della sua professione, escluse le eccezioni che vanno indicate e specificate in modo chiaro.
Tra queste attività rientrano comunemente quelle relative:

  • alla misurazione del terreno
  • rilievo topografico
  • tracciamenti di strade “ordinarie, consorziali o poderali”
  • progetti di costruzioni civili
  • direzioni di lavori di “costruzioni civili”
  • suddivisioni di “aree urbane o fondi rustici”
  • misurazioni varie
  • perizie comunali
  • contabilità di una piccola azienda agraria.

La copertura e il rimborso dei danni
La richiesta di risarcimento va presentata direttamente alla compagnia assicurativa tutte le volte che durante lo svolgimento di un lavoro viene causato danni a terzi in modo involontario, in modo tale che l’assicurato non abbia nessun obbligo. Un tipico esempio è quello di una misurazione non corretta, oppure un confine tra due proprietà definito erroneamente.
I danni vengono risarciti solo per la somma stabilita dal massimale, per cui è conveniete per il geometra stabilire un massimale alto, onde evitare che poi debba pagare la differenza di tasca propria. Naturalmente un massimale alto comporta un premio annuale più costoso.
L’assicurazione copre solo i danni relativi al periodo di validità e di durata della polizza, salvo garanzie accessorie particolari, quali:

  • “garanzia pregressa”, che copre i danni arrecati prima di stiipulare la polizza,
  • “garanzia postuma”, che copre le richieste di danni pervenute dopo la scadenza della polizza.

La franchigia
Tutte le polizze assicurative per geometri prevedono la franchigia, ovvero la quota stabilita in precedenza al momento della stipula, per cui una parte del sinistro resterà comunque a carico del professionista.

“Copertura per la legge Merloni”
Quasi tutte le polizze assicurative per geometri prevedono l’inserimento della “copertura per la legge Merloni”.
La legge Merloni stabilisce che “le spese per eventuali riprogettazioni di un’opera già appaltata o le somme derivanti da aumenti dei costi da sostenere rispetto alle previsioni fatte al momento dell’assegnazione dell’appalto, debbano ricadere su chi si è occupato del progetto iniziale”. Il danno viene risarcito dall’assicurazione solo nei casi in cui gli errori del professionista non sono intenzionali.