Assicurazioni professionali, chi è obbligato e chi no

 

Obblighi, coperture e i vari tipi di “colpe”
è possibile anche la polizza collettiva

I professionisti che possono (o in base alla legge devono) stipulare una polizza assicurativa professionale sono diversi.
Infatti alcune categorie sono obbligate dalla legge a stipulare una polizza assiurativa per “i rischi connessi alla responsabilità civile”. Chi decide di non farlo potrebbe essere sanzionato dall’ordine di appartenenza e cosa ancora più grave, in caso di danno dovrà provvedere personalmente con le proprie risorse al risarcimento richiesto dal cliente.

Soggetti obbligati
Sono obbligati a stipulare un’assicurazione solo i professionisti di fatto, ovvero coloro che esercitano la professione e hanno dei clienti. Essere professionisti non significa semplicemente essere iscritti all’albo, ma avere una partita iva aperta e l’iscrizione all’istituto previdenziale di appartenenza.

L’assicurazione è una garanzia
Ma l’assicurazione professionale non è solo una questione di obbligo legale, è molto di più. E’ una garanzia sia per l’assicurato che per i suoi clienti e una protezione contro gli errori professionali.
Il professionista lavora con serenità sapendo che un evetnuale errore non gli costa il suo patrimonio, e il cliente si affida al professionista con la sicurezza che qualunque danno potrà essere risarcito immediatamente e senza difficoltà.
D’altronde l’esercizio dell’attività professionale è sempre rischiosa, per cui è giusto e sicuro assicurarla. Dal professionista ci si aspetta una competenza sopra la media e la capacità di porre rimedio ad ogni errore. L’assicurazione fa parte della garanzia della professionalità di un individuo, che riconosce il rischio dell’esercizio della sua professione.

L’entità del danno e della colpa di un professionista
Un professionista può commettere diversi tipi di errore:

  • “negligenza”, quando svolge la sua attività con superficialità, disattenzione o senza rispettare le regole.
  • “imperizia”, quando non possiede le capacità tecniche specifiche per svolgere una determinata attività complessa.
  • “imprudenza”, quando svolge la sua attività senza essere prudente, frettolosamente e d’impulso.

In base all’errore anche i livelli di colpa possono essere diversi. Si parla di “colpa lieve” quando il professionista non è diligente nello svolgere la sua attività, e di “colpa grave” quando non rispetta nemmeno le regole basilari richieste dallo svolgimento della sua attività professionale. Non tutte le assicurazioni coprono i danni derivanti da colpa grave, per cui bisogna fare attenzione al momento della stipula. I danni derivanti da colpa grave infatti, sono i più rischiosi e anche i più costosi.

Professioni più o meno rischiose
Naturalmente non tutte le professioni presentano lo stesso grado di rischio, motivo per cui non tutte le polizze professionali sono uguali. I premi assicurativi delle polizze variano in base all’attività professionale svolta, per cui si possono avere premi di entità anche molto differente tra di loro. Tra le professioni considerate più a rischio c’è quella svolta da alcuni medici specialisti.

Risparmiare sulle polizze
Per risparmiare sulle assicurazioni professionali, molti professionisti decidono di rivolgersi alle polizze collettive. Si tratta di accordi particolari che un’assicurazione prende con l’ordine professionale, oppure con un sindacato o un’associazione, in base ai quali si garantisce per un minimo di aderenti uno sconto sul premio senza modificare le condizioni originarie del contratto. Ad ogni modo è bene valutare attentamente l’accordo prima di accettare di aderire ad una polizza collettiva. Non sempre nel risparmio apparente c’è la convenienza.

 

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